Amore? Basta un pò di colla per scarpe!
26/01/2008 - 22:13
Sono figlio di un calzolaio e quando ero più piccolo mio padre mi portava sempre con se da un suo amico di vecchia data che aveva una piccola bottega di calzature.In quel posto pieno di odore acre di colla e fumo, quasi soffocante, ho trascorso molti pomeriggi ad osservare sia quest’uomo che mio padre riparare e risuolare scarpe di ogni tipo, mentre mi si spiegavano i procedimenti che venivano effettuati dal mio genitore sempre attento a intercalare la praticità manuale nelle problematiche della vita reale e viceversa.Lui continuava a ripetermi che oramai erano rimasti in pochi a saper risuolare veramente una scarpa, visto che i calzaturifici industriali sfornavano milioni di calzature con una conseguente perdita di qualità.Mi diceva che c’erano due modi per compiere questa mansione( e pareva che mentre lo dicesse stesse per compiere chissà quale gesto risolutivo per l’umanità):uno era il modo dei “moderni” e l’altro era quello all’ ”antica”. Mi diceva:
-Vedi i moderni incollano la gomma e basta!
Ma se si voleva un lavoro fatto bene bisognava fare di più.
Innanzi tutto il segreto era il tempo
-nulla si può fare per bene se si ha fretta!Occorre ripulire le superfici da eventuali residui di vecchie incollature,passare uno strato sottile di mastice sia sotto la suola che sulla gomma ed attendere che “ si crei la faccia”e solo dopo serrare il tutto a colpi di martello secchi e decisi.
“Solo allora si può stare sicuri che le due parti siano diventate un tutt’uno, potranno consumarsi” diceva” ma non separarsi mai!”
Questo era per lui il segreto di una perfetta unione, duratura al di là degli eventi e dei problemi di percorso.Ripensando al suo matrimonio con mia madre mi rendo conto, oggi che sono cresciuto,la veracità di quello che diceva e che ancora oggi continua ad affermare. In quel connubio c’era davvero la volontà di entrambi, di restare insieme ed ognuno ci metteva del suo: l’impegno che li teneva uniti.Sono cresciuto ed in me è cresciuta sempre più la certezza che l’amore cosiddetto eterno siano una realtà.Oggi che tanto si parla di coppie di fatto, di amori che finiscono, divorzi e perdita di valori, c’è da chiedersi: ma siamo davvero sicuri che ognuno ci metta davvero l’impegno perché il tutto funzioni?La colla per rendere inscindibili due persone in un legame sponsale la usiamo ancora in maniera appropriata?In un mondo dove tutto si basa sulla velocità, siamo ancora in grado di prenderci il tempo, così come faceva mio padre per fare le cose a regola d’arte?
Davanti al focolare( nostalgico trentenne)
18/01/2008 - 19:47
Adesso divento nostalgico ,mi è inevitabile dopo aver visto un video dedicato a noi trentenni.
Sono tante le cose cambiate negli anni,è cambiato il tempo che pare più cupo, più piovoso,come se non piacesse neanche a lui quello che sta succedendo e sono cambiati i tempi; più veloci ,senza respiro sempre in corsa, non c’è più il modo per fermarsi a riflettere di come tutto intorno si stia cambiando e lentamente cancellando il nostro passato, le tradizioni,il mondo da cui deriviamo,noi meridionali così come in tutte le altri parti d’Italia e del mondo.La rivoluzione tecnologica ci ha fatto dimenticare la semplicità,abbiamo sostituito i nostri ricordi con piccoli aggeggi elettronici, i telefonini hanno soppiantato le vecchie cabine telefoniche, quelle col gettone ed il cambiamonete con la leva gialla della SIP e forse i più giovani non sanno nemmeno di cosa sto parlando. I nuovi videogames hanno eliminato totalmente i giochi di comitiva come le bilie,e le figurine dei calciatori.Una volta quando un ragazzo camminava con la testa bassa, probabilmente aveva l’apparecchio ai denti, oggi sta giocando col game boy, vorrei dirgli di alzarla la testa e di vedere le pietra dei mastri scalpellini,i mascheroni sulle porte della case antiche e quel S. Martino in pietra che ancora dopo tanti secoli divide il suo mantello con qualche nostro fratello meno fortunato, di guardare tutti questi punti di riferimento prima che qualche altra mente invasata decida di cancellare anche questi patrimoni,come hanno fatto in passato. Prima sulla strada del ritorno potevo guardare i cinema e sapere che stavo ritornando a casa adesso se alzo gli occhi in quella direzione vedo una costruzione incompiuta, era un punto di riferimento, potevi dare appuntamento ad una ragazza lì, adesso che gli dici ci troviamo elle 20 davanti ad un cesso incompiuto?E’ poco romantico!
Ci stanno veramente e lentamente cancellando il passato, sul muro dell’ edificio della mia scuola , dove prima era quasi vietato appoggiarsi, adesso hanno autorizzato un murales che raffigura Bob Marley che sarà stato pure un bravo cantante, ma era pur sempre un drogato.Il nuovo sta sostituendo tutto il passato ed in malo modo,si sostituiscono le pavimentazioni, le persiane in legno con quelle di PVC,le parabole di Cristo con quelle di SKY ed io mi chiedo che senso ha questa psicosi .Ci isoliamo davanti a schermi con le facce catatoniche, impallidite di realtà virtuale e di reality Show, annullando i nostri problemi di fronte alle emorroidi di Enzo Paolo Turco, per non pensare , per non reagire allo sfacelo che ci accade intorno, lentamente , inesorabilmente!E sono stufo!Sono stufo,di vedere il lavoro calpestato , la cultura calpestata,sono stufo dei discordi pubblicitari assurdi, dello spam che mi invade la casella di posta e che riguarda siti pornografici che non ho chiesto e che non voglio visitare!Sono stufo dei discorsi dei politici prima delle votazioni inneggianti la salvaguardia del centro storico e delle giunte comunali che continuano a cadere come i calcinacci!Sono stufo di vedere il solito maleducato che parcheggia davanti al gradini scivolo per disabili e sono stufo del vigile che lo guarda e non fa nulla!C’è una cosa però che non sono riusciti a spostare o cancellare, il Cristo della villa,quello non sono riusciti a portarlo via di lì. Tutte le mattine da trent’anni,passandoci mi segno e ripeto la frase ai suoi piedi, sta ad indicare che quel punto di riferimento è vivo e reale e mi riporta alle origini, cattoliche, umane, vere!
Dinanzi al focolare
scoppiettano due ciocchi a piccoli lapilli
balzano dal fuoco gocce a fontanelle
mi fingo di essere fuori, nella notte
ad osservare le meteore cadenti
e vampe di calore
illuminano la stanza rossa come brace
fiotti di lucerne sui ricordi accesi,
ritorno nudo alla mia essenza
a tutta la mia fanciullezza spesa
rovisto nel passato
e cerco ancora i tesori di pirati
tenendo tra le mani come mappa
l’emozioni che guidavano l’infanzia.
cullato dalle mille sensazioni
I ludici momenti
tiravano la corda con i lucidi tormenti
fino a trovarne un equilibrio
nelle corse senza fiato incontro a nulla
per il solo diletto di stancarsi
piccole avventure
condivise col televisore
di tutti quegli eroi dal cuore di cartone
momenti sulle dita le cui unghie
sotto i morsi facevano le spese.
risate fragorose
riecheggianti nelle stanze
per piccoli pensieri, per attimi passati
diafani percorsi a tracce rade
che i sensi predatori faticano a trovare
e tutto torna fumo
che passa nel camino
e lascia nella mano la porpora del viso
il liquido rubino nel calice che bevo
mi dona quel sorriso che avevo da bambino.
destino o libero arbitrio
18/01/2008 - 09:56
Ho sempre riflettuto su quello che muove la vita,l’eterna domanda che si ripete l’uomo :
se la vita è il concretizzarsi del destino o se il destino sia il risultato della proprie scelte.
Sicuramente una risposta certa nessuno in questa vita può darla, perché se esiste un libro col nostro avvenire nessuno lo ha mai letto!( e chiunque dica di essere capace di farlo è soltanto un impostore).
E’ così perché l’essere ed il divenire sono racchiusi nel cuore di un’entità che non è possibile comprendere.Cercare di “leggere” il futuro vuol dire voler scrutare il cuore di Dio,e questo va da sé che è impossibile per l’uomo.
Una risposta forse se pur lontana però si potrebbe immaginare e nasce da una considerazione:
se il nostro destino è già scritto a cosa serve il libero arbitrio e se non esiste realmente questo, in cosa l’uomo è fatto ad immagine di Dio?
Vuol dire allora che l’uomo può realmente scegliere il suo percorso eppure le scelte della vita possono essere già scritte è come se il racconto che viviamo potesse essere cambiato sin dal principio in ogni istante.IL racconto ha un principio ed una fine;il principio è la nascita è la fine è lo scopo di ogni singola esistenza, ma lo svolgimento …quello tocca a noi, eppure tutto quello che facciamo è comunque scritto, non è una contraddizione è semplicemente un mistero.
Anche Giuda dicono sia stato predestinato al tradimento eppure non è stato perdonato da Gesù poteva Dio condannare quell’uomo prima della sua nascita?Evidentemente il libero arbitrio di quell’uomo ha permesso che fosse così!
Non so se è chiaro il concetto ma non è facile da spiegare qualcosa che mi affiora come una sensazione.
Un blog pedante o banale?
17/01/2008 - 10:21
SI posso iniziare a scrivere;
lo sfondo mi piace , i colori pure!Scrivere qualcosa d'importante ma non pesante, oppure divertente ma non banale e già sentito.
Per il momento scriverò per me stesso per un sfogo intellettuale, cercando di riportare le mie considerazioni su quello che mi circonda, quello che leggo...me stesso!
E se qualcuno dovesse passare da questo luogo, sia il benvenuto...
Venite
entrate dalla porta
come preferite:
insieme o l’un per volta;
lasciate qui il baule,
mettetevi a sedere,
indosserò il grembiule
vi servirò da bere.
E non importa se non credi
o vesti l’arancione,
tanto la speranza
disseta tutte le persone.
E se avete un ‘emozione
o un sogno che vi culla
venitemelo a dire:
non pagherete nulla.
Siate i benvenuti
ad abitare questa stanza,
voi che siete in cerca
o portate la speranza.
In questo luogo che è già vostro
venite tutti avanti che…
c’è posto!
UN' ALTRO SPAZIO O SE PREFERITE UNA PROTESI DELLA MIA MENTE





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